Vacanze: vivere le quattro «s» sun (sole), sand (spiaggia), sea (mare), sex (sesso) o riposare e ri-trovarsi

Dopo un anno di lavoro le vacanze sono attese come il tempo del riposo. Tuttavia la crisi economica sta obbligando a scegliere vacanze sempre più brevi. Crescono di numero i modelli di vacanza che cercano «i luoghi del silenzio» e quelle spese per un servizio di solidarietà.

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Lo scorso anno Civiltà Cattolica in un suo editoriale “Le vacanze in tempo di crisi”, scriveva: “Riscoprire l’essenziale, sperimentare la gioia di non essere soli, recuperare il rapporto con Dio consente di trasformare una vacanza in una parabola di vita che feconderà come il lievito la vita ordinaria”.

Il modello di vacanza è cambiato: la famiglia media italiana non trascorre più i primi quindici giorni di agosto al mare o in montagna, ma ha accorciato i giorni e diversificato, non solamente la scelta dei luoghi, ma anche le formule della vacanza.

Insomma, l’«estate al mare», quelle dell’evasione e della nostalgia, rimangono nei testi di alcune canzoni dell’epoca che tutti abbiamo canticchiato: «Spiagge/Dipinte in cartolina /Ti scrivo tu mi scrivi/Poi torna tutto come prima/L’inverno passerà/Tra la noia e le piogge /Ma una speranza c’è /Che ci siano nuove spiagge».

Lo scorso anno non è stato favorevole per il turismo in Italia. Rispetto al 2011 le vacanze sono calate del 17% mentre la durata media dei viaggi è scesa di 6,4 notti. Durante l’estate le città non si spopolano più, la moda spagnola che privilegia il vivere tante brevi vacanze durante l’anno grazie ai ponti e alle festività, sta contagiando anche la nostra cultura.

All’inizio degli anni Duemila si contano in Italia circa 34.000 alberghi, 7.000 agenzie di viaggio, 2.400 campeggi e villaggi turistici, 4.600 aziende agrituristiche riconosciute.

È cambiata anche la dimensione antropologica della vacanza che accende una domanda di fondo: come fare a non «subire» ma a «liberare» il tempo della vacanza?

Ciò che differenzia i turisti non sono più le mète, ma le esperienze che si possono vivere nei luoghi di vacanza; il paesaggio naturale e la città d’arte non bastano più. La visione intimista del tempo della vacanza cerca «luoghi viventi» che aiutino a dimenticare la quotidianità.

Scegliere la propria vacanza è come camminare su un campo minato, in cui l’economia del consumo produce desideri e crea illusioni. Spesso non si è liberi nel modo di spendere le proprie vacanze. È il caso di molti luoghi costruiti artificialmente che si trasformano in «non luoghi» esperienziali, e non soddisfano i veri bisogni di relazione, di identità e di cultura. Quali rischi presenta questa dinamica? Indurre a pensare che le vacanze siano la soddisfazione delle famose quattro «s»: sun (sole), sand (spiaggia), sea (mare), sex (sesso).

turismo-sessuale-stopMa le vacanze possono essere anche la nostra vergogna. Secondo l’Unicef, sono circa 100.000 gli italiani che ogni anno partono per l’estero per avere relazioni sessuali con minorenni. Le loro mète sono Brasile, Thailandia, Cambogia e Repubblica Dominicana. Esistono particolari agenzie turistiche che organizzano i viaggi e sono collegate con agenzie dei Paesi verso i quali il turismo è diretto, che si incaricano di accogliere i turisti, li sistemano in alberghi o in piccoli residence e procurano loro bambini o bambine con cui possono soddisfare i loro impulsi libidinosi, a volte crudeli, talvolta letali. Quando si pensa che buona parte di questi turisti del sesso sono padri di famiglia, i quali talvolta hanno lasciato a casa i loro figli, non si possono nascondere sentimenti di ripugnanza e di vergogna. Nella maggior parte dei casi si tratta di giovani tra i 25 e i 30 anni oppure di adulti tra i 40 e i 45. La percentuale di pedofili è bassa (intorno al 3%) la maggioranza cerca partner tra i 13 e i 16 anni.

***

Quasi per contrasto esistono molti modi alternativi per investire il tempo delle vacanze, che sono sobri, economici e molto diffusi senza dover essere pubblicizzati. Sono sempre più numerose le persone che scelgono i «luoghi del silenzio» per le loro vacanze. In questo modo le vacanze diventano anche il tempo favorevole per un profondo esame di coscienza in cui si rilegge con serenità la propria vita per chiedersi: «Verso dove vado?». Ci sono famiglie che ospitano nelle loro case di vacanze famiglie colpite dal terremoto oppure c’è chi spende le proprie vacanze per un servizio di solidarietà — come ad esempio fare i barellieri a Lourdes o lavorare per un mese in una missione — o per vivere un pellegrinaggio.

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Diceva Chesterton che l’uomo è davvero serio quando è in vacanza e non quando lavora perché solo «nel tempo fuggevole della vacanza l’uomo ha il tempo di fermarsi a meditare sulle cose che fuggevoli non sono».

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Sperimentare durante qualche settimana la dimensione della preghiera, del servizio e del cammino, significa poter raggiungere il centro di se stessi.
Così anche la domanda sulla vacanza si trasforma e da quella che si pone il turista (che cosa faccio?) diventa quella del pellegrino (che cosa cerco?). Vivere nella sobrietà, riscoprire l’essenziale, sperimentare la gioia di non essere soli, recuperare il rapporto con Dio: tutto ciò consente di trasformare una vacanza in una parabola di vita che feconderà come il lievito la vita ordinaria.

 ..e nel cammino della vacanza rimangono valide e piene di vita le parole di una poesia di Turoldo:

Ama
saluta la gente
dona
perdona
ama ancora e saluta
(nessuno saluta
del condominio
ma neppure per via).

Dai la mano
aiuta
comprendi
dimentica
e ricorda
solo il bene.

E del bene degli altri
godi e fai
godere.

Godi del nulla che hai
del poco che basta
giorno dopo giorno:
e pure quel poco
– se necessario –
dividi.

E vai,
vai leggero
dietro il vento
e il sole
e canta.

Vai di paese in paese
e saluta
saluta tutti
il nero, l’olivastro
e perfino il bianco.

Canta il sogno del mondo:
che tutti i paesi
si contendano
d’averti generato.

…per approfondire!

buone-vacanze

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1 comment

  1. 1

    La Via della Conoscenza … attraverso le mollichine di Cristo Vivente in ogni luogo e nel nostro tempo … la Vacanza … l’Andare liberi da schemi del già noto e senza pesi eccessivi … alla ricerca della Indentità Eternamente Esistente …
    E’ la Via dei Santi!
    Da quando personalmente ho ricevuto la grazia di essere introdotto nella Via della Fede che culmina nella Comunione dei Santi … in ogni luogo ho sempre cercato Il Santo del Luogo e con Lui ho gioito delle Grazie di Dio … tra Sentieri, Cime, Gole e Valli profonde, Ruscelli e Torrenti, Dolci Pendii, … Verdi Pascoli ed Acque Tranquille … oppure La Riva del Mare guardando l’Orizzonte ed il Cielo Azzutrro … oppure Le Vie della Libertà e della Comunione!
    Che Bella La Via dei Santi!

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