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IL LAVORO PROMESSO. Libero, creativo, partecipativo e solidale

Lavoro. Una parola promessa. A volte tradita. Spesso mal vissuta. Cos’è il lavoro oggi? Cosa può accadere a una società democratica quando diventa imbarazzante augurare ai giovani «buon lavoro»? Il volume è pensato per compiere un cammino nel complesso mondo del lavoro, ripensare la formazione del lavoratore e aiutarlo a trovare lavoro. Dal lavoro 4.0 al ruolo dei sindacati oggi; dalla riforma del Terzo Settore al lavoro domestico, al caso dell’Ilva di Taranto, che affronta il rapporto tra lavoro e ambiente, al lavoro dei giovani. Tutti – lavoratori, parti sociali, politica – devono guardare nella stessa direzione. Postfazione di Leonardo Becchetti. Acquista il volume Il lavoro promesso

La Giustizia Capovolta. Dal Dolore alla riconciliazione

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Il volume respira con due polmoni: il primo descrive la salute delle carceri, il fondamento giuridico e biblico della giustizia riparativa e include alcune storie di riconciliazione; la seconda riporta alcuni dialoghi dell’Autore con Francesco Cananzi, appartenente al Consiglio Superiore della Magistratura; Daniela Marcone, vicepresidente di Libera; Guido Chiaretti, presidente dell’associazione di volontariato carcerario Sesta Opera San Fedele; don Virgilio Balducchi, ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane.

Acquista il volume La giustizia capovolta

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Le tre soglie del giornalismo. Servizio pubblico, deontologia, professione

le tre soglie giornalismoIl volume interroga il lettore su cosa deve essere oggi il “servizio pubblico” del giornalismo; esamina il modo in cui la Rete sta ridefinendo i connotati della democrazia; approfondisce il significato della deontologia; chiarisce il ruolo del giornalismo politico, giudiziario e religioso.

L’ultima parte approfondisce la storia e il ruolo dell’Ordine nazionale la cui riforma culturale ed etica che deve ispirarsi a principi di giustizia e di uguaglianza è una scelta nelle mani dei giornalisti prima che del legislatore.

La prefazione è di Monica Maggioni

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Le radici della democrazia

radici democraziaLa democrazia italiana affonda le sue radici nei princìpi della Costituzione, la cui formazione rimane un vero e proprio «evento di coscienza» nato dall’incontro dei costituenti che parteciparono alla I Sottocommissione della Costituente (1946-1947). I costituenti hanno il merito di aver concepito la democrazia non solamente come una procedura in cui il governo è «del popolo», ma anche come valore in cui si governa per il «popolo».

La cultura cattolica dell’epoca fece convergere tutti i princìpi costituzionali su un «valore guida», quello della dignità della persona umana. Tuttavia tra i costituenti cattolici ed i gesuiti della Civiltà Cattolica si ebbero «scontri e incontri» in merito alla formazione dei princìpi, all’idea stessa di Stato costituzionale e di «diritto naturale» che determinava una visione di società e di Stato diversa.

Un contributo all’elaborazione dei princìpi costituzionali è stato dato anche dalle tre bozze di Costituzione richieste da Pio XII ai gesuiti della rivista. Trait d’union di tutta l’operazione fu il «primo» Dossetti, l’uomo ponte fra le due rive del Tevere. Attraverso le fonti, in parte ancora inedite, dell’archivio della rivista emerge il ruolo strategico svolto in tal senso del direttore di allora, padre Giacomo Martegani.

La prefazione è di Oscar Luigi Scalfaro

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Jesuitas y Papas, la guerra y la paz

jesuita y papasEl contenido se centra en la evolución diacrónica del tema a lo largo de varios pontificados. Todo ello gracias a la documentación que hemos recabado a través de las fuentes, los documentos, las aportaciones literarias, los comentarios de los jesuitas y las cartas secretas que tenemos de la revista.

Un material enriquecido con aspectos inéditos como, por ejemplo, los coloquios de los directores de la revista con los Papas que he podido consultar en los archivos de la misma o con informaciones orales de los últimos tres directores jesuitas.

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Ignazio di Loyola il pellegrino fondatore della Compagnia di Gesù

121-Ignazio-di-Loyola-240x404Lo spagnolo sant’Ignazio di Loyola, il fondatore dei gesuiti, non è un santo popolare, forse per la fama di austerità che lo circonda. Eppure è uno dei santi che hanno lasciato un’impronta nella storia della Chiesa e dell’Europa. Siamo nel Cinquecento.

Per contribuire a ridarle vitalità Ignazio ricorse alle armi della preghiera, dello studio, della testimonianza personale e del servizio. Suo strumento privilegiato furono gli Esercizi Spirituali, con i quali aiutare a “discernere” cioè a scegliere liberamente ciò che è utile alla propria crescita.

La completa disponibilità ai desideri del Papa ne ha fatto nei secoli una “task force” che ha attirato non poche inimicizie ai gesuiti. La presenza nelle missioni e la capacità di spostarsi sempre alle “frontiere”, geografiche e intellettuali, in un costante dinamismo, sono state e rimangono le caratteristiche dei gesuiti.

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Francesco Saverio. Il gesuita patrono delle missioni

109-Francesco-Saverio-240x408“Descrivere la vita di Francesco Saverio significa raccontare la storia di un lungo viaggio. Spende dieci anni della sua vita in Asia, di questi ne passa almeno cinque in navigazione o aspettando di imbarcarsi, percorre qualcosa come 63.200 km, al punto che molti biografi lo considerano un piccolo san Paolo.
Per la sua testimonianza, nel 1927 la Chiesa lo ha proclamato patrono delle missioni nel mondo insieme a Teresa di Lisieux. Con Ignazio, Francesco ed altri otto compagni nasce la Compagnia di Gesù che ancora oggi conta circa 19.000 gesuiti sparsi in più di 135 Paesi nel mondo. La vita del Saverio rimane un esempio incomparabile di primo gesuita missionario.

 

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San Pietro Favre. Il modello di gesuita secondo Papa Francesco

Pietro Favre, gesuita della prima ora, il primo compagno di Ignazio di Loyola alla Sorbona, il primo sacerdote dell’allora nascente Compagnia di Gesù, è da considerare un “uomo ponte” dei cambiamenti culturali del Cinquecento che traghettarono il Medioevo nell’Età Moderna.

È stato, forse inconsapevolmente, “il pellegrino della controriforma” e allo stesso tempo uno dei precursori dell’ecumenismo, vivendo e insegnando una spiritualità che “parte e ritorna al cuore”. Per la sua efficace passione evangelica, sempre nel nascondimento e nell’umiltà, è diventato il modello del “prete riformato” su cui Papa Francesco sta basando la riforma della Chiesa.

 

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Giovanni Nepomuceno. Il custode dei segreti

194-240x408Nato in Boemia nel 1340 diventa Rettore degli studenti transalpini e canonico a Praga.
Nel 1393 su ordine di Venceslao IV° viene ucciso e gettato dal ponte San Carlo nelle acque della Moldava. Il ponte diventa simbolo di martirio e luogo di venerazione.

Se siamo davanti ad una statua, un quadro o un altare che raffigura un uomo alto, vestito da canonico, mentre contempla un crocifisso che tiene tra le mani, ha cinque stelle intorno al suo volto e, a volte, tiene un ramo di palma, oppure posa il dito della mano destra sulle labbra, simbolo del segreto sacramentale, questo è Giovanni Nepomuceno, il protettore dei confessori, dell’onore e delle acque, in particolare di tutte le persone in pericolo di annegamento.

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Matteo Ricci. Il gesuita amato dalla Cina

264-240x415Siamo davanti alla vita di un uomo che ha dello straordinario. Astronomo e teologo, studente di diritto e matematico, missionario e diplomatico, scienziato e sinologo: è questa la sintesi della vita di Matteo Ricci, uno tra i più grandi missionari della storia, che riuscì ad entrare in Cina per portare il Vangelo “fino agli estremi confini della terra”.

Il padre Ricci è rimasto un semplice gesuita, non è né santo né martire, ma ha realizzato uno dei più grandi miracoli, facendo incontrare e arricchire le due più grandi civiltà del mondo: quella d’Oriente e quella d’Occidente. Di lui è stato scritto: “Se l’Occidente ha scoperto la Cina con Marco Polo, i cinesi hanno scoperto l’Occidente grazie a Matteo Ricci, uomo del Rinascimento, latore del cristianesimo e della scienza moderna”.

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Carlo Acutis. La vita oltre il confine

copertina-Carlo-Acutis-7-febbraio-240x410Esistono testimonianze che entrano nel buio della ragione come un raggio di sole e riscaldano il cuore di chi ha smesso di sperare. La vita di Carlo Acutis è uno di questi raggi di sole. Anzi è stata la luce di un fulmine in una notte d’estate che ha vinto il buio delle paure e dei non sensi e ci permette di vedere che cosa c’è realmente oltre la notte della vita. Carlo si ammala a 15 anni, nei primi giorni dell’ottobre 2006. Tutto fa credere ad una influenza, ma, dopo aver fatto gli accertamenti clinici, i medici pronunciano la loro diagnosi: “È una leucemia fulminante”. Il 12 ottobre Carlo lascia questo mondo. Da quel momento in cui Carlo ha lasciato questo mondo non cessano di arrivare testimonianze, racconti, ricordi ed e-mail da molte parti del mondo che hanno un denominatore comune: per coloro che lo incontrano Carlo continua ad essere vivente oltre il confine della vita.

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Filippo Gagliardi. Prima la morte, poi la risurrezione e poi la vitaFilippo-Gagliardi264-240x410

Entrare nella storia di Filippo Gagliardi è come aprire una porta su una moltitudine di volti e farsene accogliere. Vite e storie di una comunità cristiana della diocesi di Novara che ama, spera e cammina, e non lascia nessuno indietro, neanche quando la vita spariglia i progetti. Era una persona normalissima, un ingegnere trentenne che viveva la sua fede nel quotidiano, radicato in una comunità, all’oratorio Circolo San Vittore di Intra, sponda piemontese del Lago Maggiore.
Nell’universo di questo giovane, a commuovere è questa bellezza diffusa. La sua vita è l’ordito prezioso su cui si intesse questa storia corale e luminosa.

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Giuseppe Moscati

274-240x412Nasce a Benevento nel 1880. Si laurea in medicina nel 1903 iniziando la carriera medica nell’ospedale degli incurabili. Si dedica alla ricerca e all’insegnamento, salva alcuni pazienti durante l’eruzione del Vesuvio. Muore nell’aprile del 1927. Giovanni Paolo II° lo ha dichiarato Santo nel 1987.
La sua concezione del rapporto tra fede e scienza ben si riassume in un suo pensiero: «Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo, in alcuni periodi; e solo pochissimi uomini son passati alla storia per la scienza; ma tutti potranno rimanere imperituri, simbolo dell’eternità della vita, in cui la morte non è che una tappa, una metamorfosi per un più alto ascenso, se si dedicheranno al bene».

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Enrico Medi. Fede e scienza: due ali per volare verso la libertà

1010-240x414Nasce a Recanati nel 1911. Consegue a Roma la laurea in fisica pura. Nel 1946 viene eletto nelle liste della DC, poi deputato al Parlamento. Diventa Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica. Membro della Consulta dei Laici per la Città del Vaticano. Servo di Dio, muore nel 1974. Scrisse: “L’uomo diventa grande quando nella sua piccolezza raccoglie la grandezza dei cieli e lo splendore della terra e al Padre comune li offre in adorazione e in amore”.
Medi fu sensibile ai poveri, ai disagiati , agli indigenti. Durante la guerra di occupazione nazista si offrì in ostaggio per liberare due persone che stavano per essere fucilate.

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Padre Giuseppe Picco. Un gesuita povero e umile

155-240x408Giuseppe nasce a Nole (TO) nel 1867. A tredici anni nel Collegio Salesiano di Lanzo conosce don Bosco, poi entra nel noviziato della Compagnia di Gesù. Ordinato Sacerdote celebra la sua prima Messa nel Santuario della Consolata a Torino. Nel 1997 è dichiarato Venerabile. Parlava poco, ma attraverso di lui ha parlato il Signore. Amava il nascondimento ma proprio nel suo nascondersi è uscita la forza e la profondità di una vita spesa per gli altri. Le terre della Diocesi di Novara sono state la sua missione, ha aiutato molti nostri parroci, aspettava la gente in Chiesa e andava a visitare i malati. I segreti della sua esistenza si riducono a tre: la riconciliazione, la buona parola quotidiana, l’abbandono in Dio. Un vero programma di vita su cui anche noi possiamo rifondare il senso del nostro essere e agire.

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Paolo Bonomi e il riscatto delle campagne

bonomi-240x406Paolo Bonomi (1910-1985) è stato il fondatore e il primo presidente della Coldiretti, l’uomo che, come ha ricordato Giovanni Paolo II, ha contribuito a costruire la società italiana attraverso “un servizio intenso, appassionato e geniale”. Paolo Bonomi ha speso la sua vita fondandola sulla speranza, sul coraggio e sull’intraprendenza, valori tipici degli uomini di fede. Si è lanciato in imprese impossibili ed ha raggiunto traguardi inaspettati a servizio di quella che nel Dopoguerra era la classe più povera del Paese, quella dei contadini. La Coldiretti, che da lui nel 1944 è stata fondata e guidata per 36 anni, è oggi una grande forza sociale, ma non dimentica Bonomi e continua a ispirarsi al suo esempio. Grazie a lui l’agricoltura italiana è diventata leader a livello internazionale conseguendo primati sul piano qualitativo, ambientale e sanitario.

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Santa Claudina Thévenet. “Siate vere madri”

cop-Santa-Claudina264-240x415Fondatrice nel 1818 della Congregazione di Gesù-Maria, Claudina Thévenet ha vissuto dedicandosi all’azione educativa, in particolar modo alle bambine povere, dando loro una scuola e un convitto. le sue intuizioni pedagogiche precorrono i tempi. Poco prima di essere ingiustamente giustiziato il fretello lascia in eredità a Claudina queste semplici parole che le cambieranno la vita: “Perdona come noi perdoniamo”. È il 5 gennaio 1794 quando vengono fucilati.
Lo spirito missionario, ereditato dalla Fondatrice, porta ben presto le religiose a oltrepassare i confini della Francia, patria di Claudina, e ad aprirsi ad gentes.
Viene beatificata il 4 ottobre 1981 e canonizzata il 21 marzo 1993 dal Papa Giovanni Paolo II.

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San Francesco de Geronimo. Il gesuita povero tra i poveri

San-Francesco-de-Geronimo264-240x410Francesco de Geronimo nasce a Grottaglie (TA) il 17 dicembre 1642, è il primogenito di undici figli. Viene educato per circa 7 anni da una congregazione di sacerdoti secolari di spiritualità teatina. In questo tempo matura la sua vocazione al sacerdozio. A 18 anni Francesco entra nel seminario di Taranto. Nel 1665 insieme al fratello Giuseppe frequenta i corsi di diritto e di teologia.

Il 20 marzo 1666 è ordinato sacerdote a Pozzuoli. Decide di entrare fra i Gesuiti e nel 1670 inizia il suo cammino nel noviziato a Pizzofalcone. È inviato a Lecce (1671-1674) dove inizia la sua instancabile missione tra i poveri. Termina qui gli studi di teologia e viene incardinato nella Compagnia di Gesù l’8 dicembre 1682.

Per 40 anni svolge la sua missione popolare tra la gente: predica, celebra, confessa, incontra i galeotti, consola i carcerati e in particolare accompagna a morire gli ammalati. È grazie a lui che Napoli riscopre il culto di San Ciro. Muore l’11 maggio 1716. Pio VII lo dichiara beato il 2 maggio 1806. Papa Gregorio XVI lo canonizza il 26 maggio 1839 e la Chiesa lo ricorda il giorno della sua morte.