Le tre soglie del giornalismo. Servizio pubblico, deontologia, professione

Dalla 4° di copertina:

Quale funzione deve assumere il giornalismo in un tempo in cui la quantità di informazione dall’inizio dell’umanità fino al 2003 viene oggi riprodotta in sole 48 ore? Il giornalista si distingue dal comunicatore se ha cura della democrazia e la narra come “bene fragile” da costruire giorno per giorno e se assume la deontologia non come un obbligo ma come la responsabilità per la sua missione nella società.
Il giornalismo, ancora diviso tra vecchi e nuovi media, si rifonda sulla credibilità che non si costruisce sul successo, sull’audience e sull’essere “creduti”, ma su un fatto: non essere falsificabili. Il volume parte da qui: interroga il lettore su cosa deve essere oggi il “servizio pubblico” del giornalismo; esamina il modo in cui la Rete sta ridefinendo i connotati della democrazia; approfondisce il significato della deontologia; chiarisce il ruolo del giornalismo politico, giudiziario e religioso.
Molti organi di stampa sono pensati come arene moderne in altri si sceglie di dire mezze verità e occultano le notizie. Un giornalista può essere indipendente raccontando sempre la verità se la maggioranza dei giovani della professione sono precari?
L’ultima parte del volume approfondisce la storia e il ruolo dell’Ordine nazionale la cui riforma culturale ed etica che deve ispirarsi a principi di giustizia e di uguaglianza è una scelta nelle mani dei giornalisti prima che del legislatore.

volume giornalismo - Copia (2)

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