Il discernimento dei gesuiti (II regola)

Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene cosa capita nella profondità della nostra vita spirituale? Scrive Sant’Ignazio di Loyola: Quando ti impegni per uscire dal male e cerchi il bene, è proprio del messaggero cattivo bloccarti con rimorsi, tristezze, impedimenti, turbamenti immotivati che paiono motivatissimi, perché tu non vada avanti. E’ proprio invece del messaggero buono darti coraggio, forza, consolazioni, lacrime, ispirazioni e pace, rendendoti facili…

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Società italiana: sciapa e infelice

Vivere una società o essere una società? E’ un dilemma antico che condiziona tutte le scelte politiche… In un recente studio la società italiana si caratterizza per essere «sciapa e infelice», afferma il 47° Rapporto Censis. Gli italiani sono impauriti sia per le conseguenze della crisi — disoccupazione, povertà, riduzione del potere d’acquisto dei salari, mancanza di servizi, legami sociali deboli — sia per l’inerzia della classe politica, caricata di…

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Al crocevia di fede e politica

Ruota intorno a tre domande l’intervento che il gesuita novarese Francesco Occhetta ha svolto sull’ultimo quaderno de La Civiltà Cattolica a riguardo della presenza dei cattolici democratici sulla scena della politica italiana, in quella che può essere considerata una fase nuova della stessa politica. Non della terza repubblica, a nostro giudizio, come il sentir comune sembra voler indicare, ma bensì “nuova stagione della politica”, all’interno di quella che è l’unica…

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Carcere e volontariato

La Sesta Opera San Fedele – tra più antiche associazioni di assistenza carceraria operanti in Italia – compie quest’anno 90 anni. E’ tra i primi gruppi di volontariato ad essere entrato nelle carceri italiane per servire i carcerati. Riporto qui parte di un articolo che avevo pubblicato su Aggiornamenti Sociali per ribadire lo spirito e il significato del volontariato carcerario e la storia di questa grande associazione. Segnalo anche la…

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Dire “Dio” oggi

  L’ateismo, nel mondo di oggi, ha preso un volto nuovo. Resta sempre quello che è stato nel passato: negazione dell’esistenza di Dio e lotta contro coloro che si ostinano a difendere la sua presenza e il suo influsso nella vita della società. Ma in questi ultimi decenni, da anti-teismo quale esso era nel passato, è divenuto un vero e proprio a-teismo in cui Dio tende a scomparire dall’orizzonte dell’uomo…

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Una rima: “solidarietà, la parola che ci salverà”

Il contesto individualistico nel quale viviamo, che spesso si riduce a vivere le logiche della cultura del “Grande Fratello”, in cui si deve eliminare l’altro, vincere il premio e diventare famosi, rischia di ridurre la solidarietà a un volontarismo altruistico e sentimentale o a una confusa ideologia utopistico-distributiva. E allora è  lotta di tutti contro tutti, quella descritta da Hobbes per difendere (almeno il proprio) dividendosi e rompendo i legami…

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L’extraterrestre è mio fratello

Riporto qui un tema sul rapporto scienza e fede di padre Funes, direttore della Specola Vaticana, che tratteremo a Civiltà Cattolica il 26 ottobre alle ore 18,00. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Cita Dante – il celebre verso che chiude l’ultimo canto dell’Inferno – per descrivere la missione dell’astronomia. Che è anzitutto quella di “restituire agli uomini la giusta dimensione di creature piccole e fragili davanti allo scenario incommensurabile di…

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Un martire non è un eroe! Don Pino Puglisi

Meditando uno dei testi di don Puglisi, rimasto inedito fino all’apertura della causa di beatificazione nel 1999, sembra di leggere un anticipo del suo destino: «La testimonianza cristiana è una testimonianza che va incontro a diffıcoltà, una testimonianza che diventa martirio; infatti testimonianza in greco si dice martyrion. Dalla testimonianza radicale al martirio il confine è labile: testimonianza e martirio dovranno dare fiducia a chi, nel profondo, conserva rabbia nei…

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Moscati, gli ammalati poveri e l’umanità della medicina

Per i napoletani il Moscati è ancora oggi ricordato come il medico dei poveri: il suo studio, nel cuore della vecchia Napoli in via Cisterna dell’Olio, era sempre pieno di pazienti. L’ultima delle sue preoccupazioni era l’onorario: ai poveri chiedeva di lasciare quanto potevano in un cestino all’ingresso dell’ambulatorio oppure di prendere quello di cui avevano bisogno. Chi era e cosa ha fatto Giuseppe Moscati per essere ricordato ancora oggi…

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