La Trinità spiegata da tre teologi

Come è possibile spiegare il mistero di un solo Dio in tre Persone?

Tonino Bello ha scritto: “Non parlo di uno più uno più uno: perché così fanno tre. Parlo di uno per uno per uno: e così fa sempre uno. In Dio, cioè, non c’è una Persona che si aggiunge all’altra e poi all’altra ancora. In Dio ogni Persona vive per l’altra“.

Sapete come concludeva: “Questo è uno specie di marchio di famiglia. Una forma di ‘carattere ereditario’ così dominante in ‘casa Trinità’ che, anche quando è sceso sulla terra, il Figlio si è manifestato come l’uomo per gli altri”. Ha anche aggiunto: “L’uomo è icona della Trinità (“facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”) e pertanto, per quel che riguarda l’amore, è chiamato a riprodurre la sorgività pura del Padre, l’accoglienza radicale del Figlio, la libertà diffusiva dello Spirito”.

Timothy Radcliffe spiega la Trinità come l’antidoto della sterilità del dualismo

In genere i nostri modi di vedere il mondo sono profondamente dualistici: giorno/notte, buono/cattivo, bianco/nero, maschio/femmina, corpo/anima. Spesso questi dualismi sono il segnale delle opposizioni che conferiscono identità: noi/loro, giusto/sbagliato, repubblicano/democratico, sinistra/destra, gesuita/domenicano! La nostra politica, i nostri sport, le nostre questioni e rivalità d’amore: tutto di solito è dualistico. Ma ritrovare noi stessi in un amore trinitario significa essere liberati da queste opposizioni binarie. Ritroviamo noi stessi dentro all’amore del Padre per il Figlio e del Figlio per il Padre che è lo Spirito santo. Questo è un amore che è assolutamente reciproco, ma fecondo al di là di se stesso. Quindi essere coinvolti all’interno della vita trinitaria ci conduce al di là delle anguste e limitate infatuazioni, degli antagonismi in cui sono confinati gli esseri umani. Siamo condotti dentro uno spazio che è sempre più grande.
(Da Timothy Radcliffe, “Essere cristiani nel XXI secolo. Una spiritualità per il nostro tempo”, Queriniana, 2010).

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Il card. Albert Vanhoye invece parla di mistero dell’Unità. In tutto l’AT il centro della rivelazione è l’unità: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno. 5 Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. 6 Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. 7 Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai” (Dt. 6, 4-7).

Questa unità sana quel politeismo che era il riflesso della disperazione in cui viveva l’uomo nel peccato che cercava nelle varie immagini di Dio la possibilità di far coesistere degli opposti: purezza e godimenti, mitezza e violenza, onestà e corruzione…. da qui la moltiplicazione di tanti dei.
La rivelazione dell’unico Dio richiama all’unità. Il modello è l’unità esistente tra l’uomo Gesù e il Padre, in questo rapporto si vede lo straordinario dinamismo dell’unità di Dio. “Non si tratta di una unità di solitudine, ma veramente di una unità che crea unione: in Dio ci sono tre persone, ed esse sono l’unico Dio. Nel mistero di questa unità trinitaria noi troviamo la fonte sia per la nostra vita interiore che per i rapporti interpersonali”.
“Siano perfetti nell’unità” dice il Signore nel Vangelo di Giovanni: è la nostra pacificazione interiore.
“L’ideale di unità per noi è la contemplazione della Santissima Trinità, in cui non esistono divisioni, non esistono opposizioni, ma dono reciproco, completo di una persona all’altra: l’amore”: “L’amore con cui mi hai amato sia in essi, e io in loro”.

***

Preghiera alla Trinità:

Tu sei Padre, Signore mio Dio. Padre di tenerezza e di amore, Padre che ami e che perdoni, Padre che mi prendi nelle tue mani e sul tuo cuore, Padre che consoli e che rassicuri, Padre che non mi abbandoni mai e mi rimetti sempre in piedi.

Tu sei Figlio, Signore mio Dio. Piccolo bambino fragile nelle braccia di tua madre. Figlio, uomo tra gli uomini, tu mi parli e mi insegni che cos’è la Vita. Figlio, tu ti offri sulla croce perché tutti gli uomini possano vivere di te, oggi e sempre.

Tu sei Spirito, Signore mio Dio. Fuoco che riscalda i miei inverni. Soffio che mi anima e vento che mi sospinge, Spirito d’amore, spirito di vita, Spirito di giustizia e di libertà.

Tu sei Padre, tu sei Figlio, tu sei Spirito, Signore mio Dio.

… così quando facciamo il segno della croce professiamo questo amore, è il nostro distintivo nel mondo, la dimensione nella quale fa sintesi l’amore massimo di Dio per l’uomo. Anche per me.

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2 Comments

  1. 1

    Tenere salda la memoria del primo incontro ( Papa Francesco )
    Bisogno di incontrare nella Chiesa quel permanere indelebile della Grazia del principio (Gianfranco Matarazzo s.j.)
    La fede è la festa della ragione (Gianfranco Matarazzo)
    …….ma ciò che soprattutto lo trattenne fu la determinazione fondamentale di restare a qualunque prezzo nella Chiesa, perché non voleva spezzare quella Unità, quella Comunità cui tanto teneva, ma soprattutto per il suo bisogno viscerale dei Sacramenti, primo tra essi l’Eucaristia. Per somministrare i Sacramenti occorre un clero, una chiesa, quindi Francesco è disposto a perdonare molto ai chierici in cambio di tale Ministero (Jacques Le Goff Francesco D’Assisi)

  2. 2

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