Carlo Acuti e la sapienza del suo cuore

La sapienza del cuore di Carlo

Carlo sceglie di camminare nel viaggio della sua vita come l’uomo biblico. Poteva scegliere altri cammini, forse più di moda e passeggeri, ma non lo ha fatto. Segue la massima del suo mito di informatica, Steve Jobs: “È solamente dicendo ‘no’ che puoi concentrarti sulle cose veramente importanti”. E ancora: “Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro”jobs
Per le sue origini e le sue capacità, Carlo poteva scegliere di camminare come il mitico Narciso che per la sua vanità e insensibilità si innamora di sé e si pietrifica. È il rischio che si corre mentre si diventa uomini. Pensare solo a sé senza pensare agli altri e a Dio.
Per i mezzi che aveva a disposizione Carlo poteva imitare il viaggio di Icaro che sfida Dio volando verso il sole. Fuggire da Creta non era un’impresa molto facile. Ma Icaro sceglie di volare come suo padre Dedalo a cui però disobbedisce e va dritto verso il sole, inebriato dalla velocità delle sue grandi ali. È il cammino di chi pensa che invece di obbedire (ob-audire, dare ascolto) è meglio sfidare Dio e le sue leggi.

StampaIl carattere tenace e geniale di Carlo poteva fargli intraprendere un viaggio come quello di Ulisse che lotta contro un destino duro e vince molte prove. Carlo però non sceglie di partire e di ritornare nella sua Itaca, nel luogo cioè da cui era partito. Sceglie il cammino di Abramo, quello che chiede di obbedire al comando di uscire dalla propria terra e di andare dove Dio lo conduce. È il cammino degli apostoli che sono chiamati a seguire Cristo fino a Gerusalemme.
Carlo non smette di camminare nemmeno quando il suo corpo è segnato dalla malattia. Lo aveva previsto da tempo: “Morirò giovane”. Ma non si ferma. Si nutre di Eucaristia e cena con il Signore per poter essere con lui e come lui. In questo cammino sperimenta il primo dovere dell’amore, quello di essere con l’amato anche quando scende la notte. Il Signore rimane con Carlo. Fedele nella sua alleanza, fino al momento della sua morte. A capirlo sono molti suoi coetanei che non l’hanno conosciuto di persona.abramo

Alla domanda: “Cosa ti colpisce della vita di Carlo?”, un giovane su Facebook scrive: “La sua estrema umiltà; Carlo è vissuto in una famiglia molto abbiente per cui nulla gli avrebbe impedito di vivere in modo agiato e che gli avrebbe procurato quel senso di superbia, e di sentirsi il primo… invece ha sempre mantenuto quel tenore di vita e di pensiero ‘povero’… sempre aperto agli ultimi, altruista verso chiunque, non è poco nel nostro ‘pianeta’ attuale […]. Sento molto vicino Carlo in molte mie necessità e bisogni sia materiali che spirituali… forse perché essendo giovane come me e come tanti altri è molto vicino alle esigenze e alle problematiche dei suoi coetanei?”.
Il suo mondo spirituale sembra appartenere ad altri tempi: devozione al Cuore di Gesù e a Maria; il culto degli angeli e dei santi, soprattutto per San Francesco d’Assisi e per Sant’Antonio di Padova.
Aveva particolarmente a cuore la fedeltà al Papa e alla Chiesa.

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