Sacra è la cenere. La Quaresima del cristiano

La cenere – imposta sul capo dei credenti il mercoledì delle ceneri – è spiegata in una poesia di Pär Lagerkvist:

Solo quel che arde / diviene cenere. /Sacra è la cenere.
Tu mi sfiorasti / e io divenni cenere.
Il mio io, il mio essere divenne cenere,
consumato da te.
Così dice l’amante e il credente. / Tu mi sfiorasti. Io sono sacro.
Non io ma la mia cenere è sacra
”.

La cenere è debolezza e finitudine, è vita passata e mortalità ma soprattutto è tutto ciò che la mano di Dio infuocata d’amore tocca nella vita fino a bruciarla e a trasformarla in cenere. E proprio in quella cenere la mortalità conserva tutta la Sua eternità, per la potenza della risurrezione.

La quaresima è un periodo di lotta spirituale che ricorda i 40 giorni di Gesù nel deserto, quando è stato condotto dallo Spirito Santo appena dopo il suo battesimo. La lotta per non perdere la memoria della nostra cenere e della nostra finitudine è descritta anche nell’Antico testamento, per esempio nel libro del Siracide dove si legge all’inizio: “Uomo se vuoi servire il Signore preparati alla tentazione”.
Le tre tentazioni di Gesù nel deserto, sono le tentazioni dell’uomo di sempre. «Le grandi tentazioni non sono quelle di cui è preoccupato un certo cristianesimo moralistico, non sono quelle, ad esempio, che riguardano il comportamento sessuale, ma quelle che vanno a demolire la fede» (O. Clément).

Anche il Talmud ricorda che nella vita per comprendere il senso della cenere occorre essere “ricco”, “potente” e “sapiente”. Sono però rivoluzionari le definizioni però a cui siamo chiamati: “Ricco: è colui che si accontenta di quello che ha. Potente è colui che controlla i suoi istinti. Sapiente é colui che è in grado di imparare da tutti”.

Radice di ogni male di vivere sono l’apparire, l’avere e il potere. Delle tre il potere è il male assoluto, decentra da sé, porta a svendersi, fa sentire “gonfi” ma alla fine è un narcotizzante per non far guardare in faccia la cenere che siamo.
Così nel periodo di Quaresima occorre custodire tre grandi segreti insegnati dalla Chiesa per relazionarci con gli altri, con se stessi e con Dio: l’elemosina, il digiuno e la preghiera… Ha scritto il Papa quest’anno: “Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene”.

Non sono solo pratiche, ma un’appartenenza a una relazione, quella con Dio, e a una comunione con i fratelli che può far riaccendere nel (proprio) mondo il fuoco che si nasconde sotto la cenere del dolore, della malattia, della finitudine e della mortalità.

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1 comment

  1. 1

    BELLO!!
    E’ un aiuto per affrontare gli interrogativi, le inquietudini,le sofferenze e le sensazioni di gioia di questa quaresima

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