«Fu guardato e allora vide». Attualizzare gli inizi al #Metting17

Da Il Sussidiario Nel suo messaggio al #Meeting17, Papa Francesco tocca le radici della nostra esistenza. Vengono alla mente i versi di Tolkien: «Il vecchio ch’è forte non s’aggrinza. Le radici profonde non muoiono. Dalle ceneri rinascerà un fuoco». Siamo memoria di una Presenza che ci ha incontrato e chiamato per nome. Per tenere acceso questo fuoco, Francesco ci chiede di custodire la memoria. È il tema di quest’anno, tratto…

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Il lavoro. Qualche appunto di antropologia

Sul piano antropologico l’uomo è chiamato a rimanere il soggetto della tecnologia, e non un oggetto. Il dispositivo tecnologico è e resta frutto della sua intelligenza. Occorre negare ciò che i fautori del dominio della tecnologia sull’uomo affermano: naturale è uguale ad artificiale. È quindi urgente creare organismi o istituzioni che garantiscano la governance dell’innovazione tecnologica. L’ho recentemente scritto sul sito di benecomune. L’uomo e la macchina iniziano a interagire ma il loro…

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Tim, ho deciso di scriverti

Cara TIM,   ti scrivo senza voler fare polemica per dirvi che quando un servizio non ha più un VOLTO e si passa da un operatore a un altro diventa tutto post e dis-umano. Voi siete in piccolo ciò che sta capitando nei nuovi lavori. Spariscono i volti e aumenta il disorientamento e la paura sociale, soprattutto quando alcuni guadagnano e altri ci perdono economicamente e anche umanamente sentendosi umiliati….

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L’idea di democrazia di Rousseau. Quali affinità con il pensiero dei M5S? (V parte)

A livello politico Rousseau parte da un presupposto sociologico: lo Stato moderno che sta nascendo e la borghesia che continua a governare stanno diventando incompatibili tra loro. Così per dare un senso all’uomo e alla società ritiene utile partire da un’ipotesi logica che, pur non essendosi realizzata nella storia, ne costituisce il fondamento. Il punto di partenza è costituito, secondo lo schema classico del giusnaturalista laico, dallo stato di natura,…

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Rousseau e il suo rapporto con Dio (IV parte)

Negli scritti di Rousseau l’esperienza religiosa è presente, tocca la dimensione di attesa dell’umano, ma non è ancora esperienza di fede. Gesù è per lui l’uomo perfetto, ma non il Figlio di Dio; non crede infatti né nell’incarnazione né nella risurrezione né tantomeno nel Dio trinitario. Si professa cristiano, ma in realtà è un teista storico che si limita a credere nella trascendenza da cui fa dipendere la sua visione…

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La vita etica per Rousseau (III parte)

Cogliere contraddizioni nella vita di Rousseau è senz’altro facile, e molti critici si sono dilungati a fare parallelismi tra il suo pensiero politico, religioso, pedagogico e gli eventi biografici [1]. Più difficile, invece, è trovare suoi tasselli mancanti al suo progetto di riforma sociale. Ma procediamo con ordine. La fonte biografica di Rousseau proviene prevalentemente dai suoi scritti. Chi volesse fare una ricerca accurata sulle critiche dei numerosi suoi commentatori…

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Rousseau e il M5S (II parte)

Quella di Rousseau è stata un’esistenza che ha interpretato il mondo senza mai trovare pace; ma proprio la ricerca di un senso da dare all’esistenza e alla storia dell’uomo ha reso i suoi scritti geniali. Alcune tappe della sua biografia aiutano a scoprirlo. Partiamo dall’ultima contraddizione che ha coinvolto la sua figura. Dopo la sua morte (3 luglio 1778) a Ermenonville, cittadina di campagna a una cinquantina di chilometri da…

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Rousseau e il M5S

Rousseu. Un nome che è ritornato alla ribalta con il M5S che ha creato una piattaforma on-line col suo nome. Ma chi era Rousseau? Perché il M5S lo ha scelto come loro ispiratore? Che traccia è rimasta nella nostra cultura del suo pensiero? Rousseau va conosciuto prima per essere utilizzato e riciclato. Il suo pensiero è pieno di chiaro scuri. Per questo è tra gli autori più discussi e studiati nella…

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Mohamed Keita il fotografo di chi era morto e vive

Mohamed Keita è giunto in Italia nel 2010, dopo un viaggio di tre anni attraverso il Mali, l’Algeria, il deserto libico e la prigione, e infine Malta. Aveva appena quattordici anni quando, orfano di guerra. Lascia da solo la sua terra d’origine, la Costa d’Avorio. La sua condizione di migrante e rifugiato politico, oltre a ispirare incondizionata solidarietà, è un’efficace chiave di lettura del suo lavoro fotografico. Keita è un…

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